5 imperdibili motivi per visitare Rabat

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Rabat è, al tempo stesso, capitale e città imperiale del Marocco. Ecco 5 imperdibili motivi per visitarla!

1. STORIA

A Rabat puoi trovare monumenti fenici, romani, della dinastia degli Almohadi e della dinastia berbera di Merinide. Ognuno di loro racconta la sua lunga storia. Del resto, il valore culturale e storico di questa città ha fatto sì che l’Unesco la dichiarasse Patrimonio Mondiale dell’umanità.

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2. ARCHITETTURA

La Medina, la cinta muraria del XII secolo, la porta Bab Oudaia e la porta Bab Rouah, la torre di Hassan, il Mausoleo di Mohammed V, la necropoli di Chellah sono solo alcuni esempi dei capolavori maestosi di architettura che si possono ammirare a Rabat.

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3 SHOPPING

Per gli amanti dello shopping, Rabat riserva molti negozi di artigianato, tra cui i famosi tappeti di Rabat, ceramiche, ricami, gioielli, lavori in ferro bianco e ceramiche, cestini, stuoie naturali canne e rafia tinta, coperte di lana, oggetti in legno con intarsi e pietra artificiale.


4 CULTURA

Rabat è una città con un’intensa vita culturale. Si possono visitare molti musei e festival. Noi vi segnaliamo il Museo Archeologico che è probabilmente il più importante del suo tipo in Marocco con collezioni che comprendono reperti che risalgono al Paleolitico e al Neolitico.

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5  CIBO

I turisti a Rabat avranno modo di conoscere e di apprezzare soprattutto la cucina locale: dallo lo zaaluk, preparato con pomodori e melanzane e salsa piccante al cous cous, dalla salsa amlou, preparata con l’olio di Argan al tajine, un mix di carne, pesce, verdure e spezie varie.

Capodanno 2017 in Marocco: i nostri consigli

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tamburiberberi

Il Marocco, a Capodanno, è diventata una meta irresistibile per tanti viaggiatori che vogliono festeggiare in modo speciale l’avvento del nuovo anno.

Nonostante il calendario lunare, che spesso non fa coincidere le date del Capodanno marocchino con quello occidentale, anche in Marocco, però si festeggia la notte tra il 31 dicembre e il 1 di gennaio.

Dove? In città, come a Marrakech. Ma anche nel deserto.
Se, però, in città, potrete ritrovarvi a festeggiare nelle piazze principali come Piazza Jemaa el-Fnaa a Marrakech e brindare al 2017 sotto a una cascata di fuochi artificiali, tra le dune di ErChebbi potrete accogliere il nuovo anno in un accampamento berbero, al suono dei tamburi e sotto a un meraviglioso cielo stellato.

Due esperienze meravigliose, ma sicuramente differenti!
Se preferite la città, vi consigliamo assolutamente di cenare in uno dei tanti ristoranti del centro e di dormire in un Riad, l’abitazione tradizionale urbana del Marocco, composta da un insieme di stanze, o strutture a più piani, divise da giardini interni o cortili, in alcuni casi con fontane decorative.

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Il fascino del deserto, invece, invita ad atmosfere più riflessive e contemplative. Ma anche nel deserto è pur sempre festa e negli accampamenti berberi, dopo cena, si accende il fuoco e la musica del deserto invita i viaggiatori a ballare e a festeggiare insieme.

Con i nostri tour di gruppo (tour di 6 giorni e tour di 10 giorni nel Sud del Marocco e deserto) vi proponiamo di passare il Capodanno proprio qui, in un accampamento berbero in stile berbero dove attendere il nuovo anno in un ambiente unico e incontaminato. 

Un ultimo consiglio per tutti coloro che sceglieranno di viaggiare con noi e di passare il Capodanno nel deserto del Marocco: durante la notte le temperature scenderanno notevolmente. Equipaggiatevi con abbigliamento tecnico da montagna, guanti, berretto e sciarpa per godervi al meglio l’alba del nuovo anno!

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Il Festival dei Datteri a Erfoud in Marocco

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Festival dei Datteri Erfoud Marocco

La palma da dattero è uno degli alberi da frutto la cui coltivazione è  fra le  più antiche a livello mondiale e che, ancora oggi, sostiene l’economia di molte popolazioni nomadi che vivono nel Sahara. Nella regione di Erfoud, in Marocco, ne crescono più di 1 milione di esemplari.

Proprio qui, alle porte del deserto, quando i membri delle tribù locali terminano la raccolta dei preziosi frutti che questa palma regala, inizia la festa. Conosciuto ormai in tutto il mondo, il Festival dei Datteri di Erfoud dura tre giorni e, anche quest’anno,  si terrà a fine ottobre.

Festival dei Datteri Erfoud Marocco

Profumi e colori del bronzo invaderanno le tende berbere delle tante tribù del Tafilalt che qui si incontreranno per esporre le differenti varietà di datteri che hanno maturato al sole durante tutta l’estate e che sono pronti per sprigionare tutto il loro sapore.

Per le vie di Erfoud, inoltre, spettacoli, processioni e danze flokloristiche attenderanno il viaggiatore per trasportarlo in un mix di simbolismo, riti sacri e antiche tradizioni.

Festival dei Datteri Erfoud Marocco

Tutta l’energia sprigionata dai datteri, che sono considerati non solo frutto-dessert, ma come prodotto alimentare di base e come frutto utilizzato per l’elaborazione dei prodotti alimentari di grande valore energetico e dietetico, la ritroveranno a Erfoud anche tutti gli amici viaggiatori che decideranno di partecipare al tour di gruppo “Il magico trio delle città imperiali, Sud Marocco e Deserto in 8 giorni”  che abbiamo organizzato dal 27 ottobre al 3 novembre 2016.

Un’occasione per assaporare la dolcezza di questi frutto dalle tante proprietà e benefici e per immergersi in un’atmosfera di festa, tra allegria, tradizioni e colori.

 

Le Città Imperiali: Meknes

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Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta delle città imperiali del Marocco. Questa volta parliamo di Meknes, la più piccola delle quattro città imperiali del Marocco, ma non per questo meno bella e affascinante.  Si tratta, infatti, della città meno turistica delle capitali imperiali e, di conseguenza, la più facile da girare.

Oggi Meknes è un importante centro agricolo della regione, ma un tempo la città era destinata ad entrare nella storia perché avrebbe dovuto ospitare il più grande Palazzo reale del paese. Meknes è stata infatti la capitale del Marocco sotto il regno di Moulay Ismail (1672–1727) e, sebbene i suoi sogni non si siano avverati e, quindi, il palazzo più grande non poté essere costruito, egli lasciò comunque la sua impronta sulla città. Costruì infatti numerosi edifici, giardini, porte monumentali, moschee (da qui il soprannome di “Città dai cento minareti”) e le lunghe mura di 40 km. Il Sultano Moulay Ismaïl trasformò questo insediamento militare in una città imperiale e spostò qui la capitale del suo regno, che durò per oltre cinquanta anni.

Il giorno in cui la principessa francese dell’epoca si rifiutò di sposarlo, Moulay Ismail decise di costruire un palazzo che doveva essere più grande e maestoso di quello di Versailles . Oltre 50.000 schiavi neri furono obbligati a lavorare per la costruzione di questo palazzo e molti di loro perirono per le condizioni di lavoro estreme. Sebbene il Sultano sia stato uno dei peggiori tiranni del suo paese, è però tuttora riverito nel suo mausoleo.

Palazzo Reale MeknesIl figlio, Moulay Abdallah e il nipote, Sidi Mohamed ben Abdallah, completarono la costruzione della città Imperiale, sfortunatamente però nel 1755, un terremoto distrusse parte della città e, nel 19° secolo, Meknes smise di essere una città imperiale e finì nel dimenticatoio.

Nel 20° secolo Meknes recuperò parte del suo ruolo precedente come centro commerciale del paese. Oggigiorno, con oltre mezzo milione di abitanti, Meknes è la quinta città del Marocco.

La città di Meknes, come la maggior parte delle città nordafricane, è suddivisa in due parti: la città vecchia (la medina) e la città nuova. Nella città nuova (chiamata in francese Ville Nouvelle) si trovano le stazioni degli autobus e dei treni, così come la maggior parte degli hotel. Nella Medina si trovano invece quasi tutti i monumenti.

A Meknes ci sono tre zone degne di nota: le pietre miliari di Moulay Ismail; i souq e i vicoli della Medina e il quartiere ebraico (la Mellah). Sicuramente uno dei posti più interessanti della medina è la sua piazza principale, El-Hdim. Questa piazza è simile a quella di Marrakech, ma più piccola e tranquilla. Qui sembra di trovarsi in un circo all’aperto. La piazza, infatti, è sempre affollata da musicisti locali, cantastorie, guaritori tradizionali e incantatori di serpenti. Diversamente da altre città del Marocco, gli artisti qui si esibiscono per la gente del posto, non per i turisti.

Grazie alla sua combinazione armonica di elementi di origine islamica ed europea nella sua struttura e progettazione, la Medina di Meknes è parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1996. Al suo interno  si può trovare una delle più belle scuole coraniche di tutto il Marocco, la Medersa Bou Inania. Fu costruita nel 14° secolo e, al secondo piano, è possibile visitarne le celle degli studenti.

Sebbene più piccola delle sue controparti a Marrakech e Fez, la vecchia medina di Meknes, dove si trovano i souq, è un gioiello da scoprire. Troverete una scelta minore di souvenir, ma sicuramente a prezzi più vantaggiosi e avrete a che fare con negozianti più gentili e meno insistenti rispetto a Marrakech e Fes.

MausoleoMeknes

Un altro interessante monumento da visitare a Meknes è il mausoleo di Moulay Ismail del 18° secolo. I turisti possono solo visitare una stanza, mentre le tombe reali possono essere visitate solo dai musulmani.

Anche i Granai reali sono degni di nota e di una visita. Le enormi stanze in cui un tempo veniva conservato il grano, danno infatti un’idea delle dimensioni di questa città Imperiale. Accanto ai granai si trovano le scuderie e un lago di 4 ettari utilizzato per annaffiare i giardini della città. Le scuderie reali potevano ospitare fino a 12.000 cavalli.

Molto belle da vedere sono anche le porte monumentali di Meknes con i loro splendidi intagli e mosaici, che danno accesso alla medina: Bab Berdain, la porta dei tappezzieri del 17° secolo; Bab Tizim; Bab el Khemis, Bab er Rih, e la più famosa Bab El Mansour, del 18° secolo, dove si tenevano le udienze della corte e dove venivano appese le teste delle persone giustiziate.

Vale sicuramente la pena anche visitare i dintorni di Meknes con Volubilis, uno dei siti romani più grandi del Marocco e patrimonio dell’Unesco. Qui si può vedere l’arco di trionfo, il capitello, il foro e alcuni pavimenti con bei mosaici.

Per concludere, Meknes è una città più sicura e tranquilla delle altre città imperiali, dove i turisti possono camminare liberamente, senza essere assaliti continuamente dai vari venditori o false guide. Non dimenticate comunque che si tratta pur sempre di una città ed è quindi essenziale fare sempre attenzione. Dopo di che lasciatevi trasportare da questa città senza tempo e dalla sua medina bianca, che vi incanterà per la sua bellezza e semplicità.

Volubilis

Le città Imperiali: Fez

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FezMedina

Proseguiamo nel nostro viaggio alla scoperta delle città imperiali del Marocco. Questa volta parliamo di Fez, la seconda città più grande e allo stesso tempo la più antica di questo paese.

Fez venne fondata nel IX secolo, poco dopo che gli arabi ebbero invaso il Nord Africa e la Spagna e ben presto diventò il centro religioso e culturale del paese.

La sua medina è un sito dell’UNESCO e, con i suoi 12 km di estensione, è considerata l’area urbana chiusa al traffico più grande esistente al mondo. La madrasa o scuola coranica Al-Quarawiyyin, fondata nell’859 BC, è la più vecchia madrasa ancora funzionante al mondo, laddove la moschea Kairouine è stata per lungo tempo la più grande del Marocco, fino alla costruzione della famosa moschea di Hassan II a Casablanca, qualche decina di anni or sono. Insomma, una città ricca di attrattive.

MadrasaFes

Sicuramente però la miglior cosa che vi consiglio di fare a Fez è visitare la sua medina, ricca di scuole coraniche, dal loro fascino antico e finemente cesellate, dove sembra di tornare indietro nel tempo, ai racconti di Mille e una notte di una qualsiasi città araba. Qui, infatti, tutto sembra essere rimasto invariato ai tempi del Medioevo.

All’interno di questa immensa medina, gli artigiani lavorano ancora a mano il ferro, il legno e le pelli. Qui si vedono e si sentono così tanti colori, suoni e odori da riuscire a confondere chiunque vi entri, percorra il dedalo di centinaia di viuzze senza nome e si permetta il lusso di perdersi e rivivere sensazioni ormai passate e sepolte altrove, ma non qui nella medina di Fez.

La leggenda narra che il nome della città, che in arabo significa ascia, derivi da un’ascia d’oro che sarebbe stata rinvenuta sotto terra durante gli scavi per la costruzione della città. La città ha poi prestato il suo nome al tipico copricapo musulmano cilindrico, che si chiama infatti Fez.

Delle quattro città imperiali, sicuramente Fez, con la sua medina immutata nel tempo, è la più particolare. Il suo colore simbolo è il blu, per la ceramica tipica di questo colore che viene ancor oggi prodotta qui.

CeramicaFez

A Fez, infatti, l’artigianato è ancora molto fiorente e rinomato. All’interno della medina, suddivisa in base ai vari mestieri, è possibile trovare il quartiere dei maniscalchi, che lavorano e battono a mano il ferro, il quartiere dei ceramisti che producono vasi e vasellame vario a mano, nonché splendidi mosaici con cui adornano ogni genere di mobile o muro.

C’è poi il famoso quartiere dei conciatori di pelle, dove è d’obbligo coprirsi il naso con un rametto di menta, per non rischiare di svenire dalla puzza e dove è possibile osservare i conciatori a mollo in acque putride dai tanti colori con i calzoni tirati su fino al ginocchio, in qualsiasi periodo dell’anno. Il mio pensiero ricorrente quando li vedo è che queste persone non possono sopravvivere a lungo in queste condizioni di lavoro!!

ConciatoriFes

Senza contare poi gli innumerevoli negozi che vendono di tutto: carne di qualsiasi animale, generi alimentari di ogni tipo, vestiti, gioielli, tappeti e addobbi per i matrimoni in grande stile (tipo troni argentati in stile Bollywood!!). L’importante  anche qui, come a Marrakech, è che se volete acquistare qualcosa è sempre bene trattare il prezzo e farvi fregare il meno possibile!!

Per il resto, se vi capita di perdervi nella medina di Fez, uscite alla prima porta della medina che trovate, così finalmente capirete dove siete finiti… Non c’è niente di più suggestivo che perdersi nella medina di Fez!

Un’altra bella esperienza da vivere a Fez, come a Marrakech, è dormire in uno degli innumerevoli riad, presenti all’interno della medina. Alcuni sono veramente antichi e sono stati restaurati per offrire ai turisti l’idea di com’era una volta vivere in una città araba.

Insomma Fez è veramente una città che vi permette di fare un tuffo nel passato, a poche ore di volo dall’Italia, cosa aspettate?

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Le città Imperiali: Marrakech, la città rossa

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Iniziamo con questo articolo una rassegna delle quattro città imperiali del Marocco: Marrakech, Fes, Meknes e Rabat. Per chi non lo sapesse Casablanca, non è una città imperiale!

A differenza di quanto un turista potrebbe aspettarsi, le città imperiali non hanno così tanti monumenti e palazzi da visitare come una capitale europea, sono più che altro città da vivere. I monumenti e le attrazioni di queste città infatti si riescono facilmente a visitare in una giornata! Sono definite città imperiali perché sono state a turno capitali del Regno del Marocco.

Partiamo con Marrakech, la città imperiale più nota e più importante nella storia del Marocco, ai piedi delle montagne dell’Atlante.

Abitata dai berberi fin dal Neolitico, la città è stata fondata nel 1062 ed è stata guidata dalla dinastia degli Almoravidi che costruirono anche numerose moschee (compresa quella più famosa della Koutoubia) e madrase (scuole coraniche) durante il XII secolo, sotto l’influenza Andalusa.

La città è chiamata “Città Rossa o Ocra” per le mura rossa che la circondano e per vari edifici di questo colore costruiti nello stesso periodo utilizzando pietre e sabbia rosse.

Marrakech crebbe velocemente e fu per lungo tempo il centro culturale, religioso e commerciale del Marocco e dell’Africa sub-sahariana; la sua famosa piazza Djemaa El Fna è ancor oggi la piazza più affollata dell’Africa. Dopo un periodo di declino, in cui fu sorpassata da Fes, all’inizio del XVI secolo, Marrakech divenne nuovamente la capitale del Regno e ristabilì la sua gloria specialmente duranti i regni di abbienti sultani Saiidiani che abbellirono la città con palazzi sontuosi e restaurarono numerosi monumenti.

Nel 1912 con l’arrivo del protettorato francese in Marocco, Marrakech fu guidata dal famoso Pasha T’hami El Glaoui, noto come “il signore dell’Atlante”. Nel 2009, Fatima Zahra Mansouri è diventata la seconda donna nella storia del Marocco ad essere eletta sindaco di una città.

Come molte città del Marocco, Marrakech comprende sia una parte antica, fortificata (la medina) che una parte moderna, la più importante delle quali si chiama Gueliz. Oggi Marrakech è uno dei principali centri economici e meta turistica dell’Africa. Marrakech ha il mercato berbero (souk) tradizionale più grande del Marocco, con circa 18 souk dove si vende di tutto, dai tradizionali tappeti berberi a moderni apparecchi elettronici. Qui è possibile trovare tutto l’artigianato marocchino.

Le attrazioni più piacevoli da visitare a Marrakech, oltre al suo souk dove è possibile girare per diversi giorni, sono le seguenti:

Il palazzo di Bahia, attorniato da numerosi giardini. Fu costruito alla fine del XIX secolo dal Grand Visir di Marrakech che visse qui con le sue quattro mogli, 24 concubine e innumerevoli figli (hai capito il Grand Visir!!). Con un nome che significa “splendore” il palazzo era destinato ad essere il più grande del suo tempo ed è stato progettato per catturare l’essenza dello stile islamico e marocchino.

La moschea della Koutoubia, che è la più grande moschea della città ed è situata nel quartiere sud ovest della medina, accanto alla piazza. Il minareto, con i suoi 77 metri di altezza e la moschea sono costruiti con pietre rosse in stile tradizionale.

Le Tombe Saadiane, costruite nel XVI secolo come mausoleo per sotterrare numerosi sovrani Saadiani. Il mausoleo comprende i corpi di circa sessanta membri della dinastia Saadiana proveniente dalla valle del Draa. L’edificio è composto da tre stanze di cui quella più nota è la stanza con le sette colonne. Dal punto di vista architettonico rappresenta l’architettura islamica. Esternamente all’edificio troviamo un giardino e le tombe di soldati e domestici.

La madrasa Ben Youssef, situata nella zona nord della medina, che era una scuola coranica ed è la più grande Madrasa di tutto il Marocco e una delle scuole teologiche superiori più grandi del Nord Africa. Si ritiene che possa aver ospitato fino a 900 studenti. Il cortile in legno di cedro e marmo presenta ricchissimi intagli che rappresentano scritte del corano.

Ci sono inoltre diversi giardini degni di nota come quelli della Menara e Majorelle e musei della cultura del Marocco.

Ma sicuramente l’attrazione maggiore di Marrakech è la sua famosa piazza Djemaa el Fna, dal 1985 parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il nome significa “Piazza dei morti” o “Convegno dei defunti”. La piazza veniva infatti storicamente usata per esecuzioni pubbliche e decapitazioni.

Oggi in questa piazza potete trovare di tutto: incantatori di serpenti, cammelli, scimmie, danzatori, musicisti e cantastorie. La sera poi si illumina a festa con tantissime bancarelle dove è possibile mangiare di tutto di più, cucinato sul momento. È stata descritta come “un’icona urbana metaforica, un ponte tra il passato e il presente, il luogo in cui la tradizione marocchina spettacolarizzata incontra la modernità”.

Per quanto riguarda dove dormire a Marrakech vi consigliamo sicuramente i riad, tipici hotel in stile arabo con il cortile interno (il riad appunto) e le stanze che lo circondano. Vi sembrerà di stare in un palazzo dei racconti di Mille e una notte. Qui a Marrakech ne potete trovare tanti dentro la medina e da lì muovervi a piedi alla scoperta di questa incredibile città!

Questa città è infatti più che altro da vivere e da sentire, con i suoi colori, rumori e odori. Vi consiglio quindi di provare a perdervi nella sua medina e lasciarvi trasportare dall’istinto e dalla curiosità. La cosa peggiore che possa infatti succedervi a Marrakech è  trovare venditori troppo insistenti!!

Marrakech è una città dalle mille sfaccettature, che può diventare troppo per coloro che amano la tranquillità e dove è invece possibile trovare tutto per coloro che amano forti emozioni!!

Cosa aspettate quindi a venire a visitare Marrakech?