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Cosa fare a dicembre in Marocco

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Farsi coccolare dai raggi del sole anche a dicembre? In Marocco, soprattutto al Sud, è possibile!
Questo mese è infatti davvero propizio per tutti coloro che vogliono scoprire le parti più inesplorate e selvagge del Marocco.

Il profondo Sud, in particolare, con le grandi dune dell’Erg Chigaga e le bellissime oasi di Tata e Akka vi stupiranno.

Camel Trek nel deserto

La prima è un’oasi fuori dai sentieri battuti con un’architettura tipica fatta di case di argilla e la seconda base ideale per andare alla scoperta della zona. Akka si trova infatti vicino al confine algerino e custodisce un’antica Kasbah e un’enorme fortezza, l’Agadir Azro, che rendono questa oasi meravigliosa.

Così come non potrete resistere a Tan Tan, il punto a Sud sull’Oceano, davanti alle Canarie, dove le dune del deserto incontrano il mare. Imperdibile il tramonto del sole che supera le dune e si getta a capofitto nell’oceano.

quando il Sahara incontra l'Oceano

Se cercate un po’ di relax dirigetevi verso la Costa Atlantica con le sue meravigliose spiagge e falesie dove è possibile surfare tutto l’anno.
Noi vi consigliamo assolutamente di visiteremo la bella spiaggia di Legzira, famosa per i suoi immensi archi che si gettano nell’Oceano oppure, se siete amanti del surf, non potete perdervi Mirleft.

E, infine, Natale e Capodanno: ovunque voi siate in Marocco durante questo periodo, non perdetevi per nulla al mondo una notte nel deserto tra tamburi berberi e milioni di stelle che accoglieranno con voi l’avvento di un nuovo anno. Svegliarsi proprio qui, in un accampamento tendato con il sole che sorge tra le dune è un’esperienza che non potrete mai più dimenticare per tutto il resto della nuova vita.

Sarà proprio quel sole ad illuminare il vostro cammino e i vostri futuri passi e viaggi alla scoperta del mondo.

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Cosa visitare in Marocco a novembre

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Il rumore del proprio respiro e dei passi dei dromedari, migliaia di stelle nel cielo la notte e la consapevolezza di essere parte dell’universo. Se avete sempre sognato di passare una giornata nel deserto, novembre è il mese giusto per voi!

Il Sud del Marocco è infatti caratterizzato da un clima desertico o semi-tropicale e le temperature in estate possono raggiungere quote veramente elevate.  Per questo i mesi invernali sono i più adatti per godersi un meraviglioso soggiorno tra le dune e fino a metà novembre le temperature sono ancora piacevoli.

Si arriva al Sahara attraverso le montagne dell’Alto Atlante che, tra un susseguirsi di ksar e kasbah berberi, valli di rose, mandorli e palmeti cedono il passo alle ampie pianure desertiche.

Merzouga è sicuramente una meta da non perdere: è la porta del deserto, una città che sembra sospesa nel nulla, lontana da tutto e da tutti, immersa in un silenzio sognante.

Da qui partono tutti i camel trek, da qui inizia una delle avventure più meravigliose che potete vivere. Sul dorso dei dromedari si attraversano le alte dune dorate di Er Chebbi e si raggiungono gli accampamenti tendati in stile berbero in cui è possibile passare la notte.
Migliaia di stelle vi attendono per regalarvi la magia di sentirsi un tutt’uno con l’universo e un’alba stupenda vi regalerà l’emozione unica del risveglio, quasi una rinascita.

Se avete un po’ di tempo, godetevi anche i dintorni di Merzouga e visitate l’Erg: la zona dove si trovano i fossili naturali del deserto, il villaggio di Tissrdmin dove sono stati girati molti film e il deserto nero con le sue pietre vulcaniche. Sempre nei dintorni, una meta da non perdere è il villaggio di Khamlia, famoso per i suoi abitanti provenienti dall’Africa Nera e per la loro musica Ignowa.

Unico accorgimento: portate con voi vestiti pesanti perché a novembre di notte le temperature sono piuttosto basse.

I NOSTRI TOUR

Due sono i tour che, a novembre, possono farvi vivere un’esperienza favolosa come quella che vi abbiamo appena descritto. Sono tour di 10 giorni che abbiamo organizzato e collaudato da tempo e che vi faranno scoprire tutta la magia del Marocco del Sud.

Il primo è il tour Marrakech, Deserto e Grande Sud in 10 giorni che ripercorre proprio i luoghi e i paesaggi che vi abbiamo appena descritto.

Il secondo tour è Deserto, Costa Atlantica e Profondo Sud in 10 giorni che vi accompagnerà in un altro deserto, l’Erg Chigaga, regione all’estremo sud del paese, ai confini con l’Algeria ancora poco frequentata dove si può godere delle dune in (quasi) totale solitudine.

Potete trovare tutte le informazioni su questi tour qui—> https://www.tourinmarocco.com/viaggi-sud-marocco-e-sahara/ ma, come sempre, siamo a vostra totale disposizione per un tpur su misura e personalizzato. Vi aspettiamo!

Voglio raccontarvi di…

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Chi ci conosce lo sa, in questo blog raccontiamo storie di luoghi magici e di viaggi indimenticabili in una terra meravigliosa, il Marocco.
Questo mese, però, voglio raccontarvi di Marilisa e di suo marito Luca, di Mattia (il loro “bimbo”) e della bella amicizia che ci lega ormai da due anni.

Marilisa, Luca e Mattia durante il trekking con il dromedario nel deserto.

Sì, perché Marilisa e la sua famiglia hanno viaggiato con noi in Marocco per ben 4 volte.

Lo raccontano qui e qui  e qui  e ancora qui all’interno del loro blog “Appunti tratti da un taccuino di viaggio

Foto: LueLi

Quattro viaggi e quattro avventure che li hanno visti percorrere e scoprire quasi tutto il Marocco. Al loro fianco, l’inseparabile Said, il nostro fantastico (e ormai immancabile) accompagnatore berbero.

​Didascalia: Mattia e Said

Sul loro blog Marilisa e Luca così si presentano:
La nostra meta preferita è l’Africa… il continente nero è la nostra passione… ma amiamo viaggiare in tutto il mondo. Perché scrivere articoli di viaggio!? perché scrivere, come fotografare, è vivere e vivere di nuovo il viaggio, una volta tornati a casa… e scrivere è far vivere anche ad altri le proprie emozioni vissute”.

Grazie ancora Marilisa, grazie ancora Luca per la fiducia e l’amicizia che ci avete donato!

Buona lettura!

P.S. Marilisa e Luca son appassionati di fotografia, e scegliere le foto per questo articolo è stato davvero difficile perché sono tutte meravigliose! Trovate tutti i loro splendidi scatti del Marocco qui , qui  e qui .

 

La Sadaka, il festival Gnawa di Khamlia

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Si è appena conclusa lo scorso 5 agosto la “Sadaka“, una festa oramai conosciuta in tutto il mondo come il Festival di Khamlia, villaggio a pochi kilometri da Merzouga.

Sadaka” è una parola che significa offerta o carità e non è casuale che questo festival venga denominato così. Anche perché è molto più di un festival. Allo stesso modo Khamlia è molto più di un piccolo villaggio ai piedi dell’Erg Chebbi: la sua storia è infatti del tutto particolare.

Conosciuta anche come “città nera” o “villaggio africano”, Khamlia ospita la popolazione “Bambara” (chiamata anche Gnawa), costituita da discendenti di schiavi neri che in passato furono deportati in Marocco dall’Africa Centrale attraverso il deserto del Sahara.

Costretti ad attraversare il deserto con piedi e mani incatenate, gli Gnawa per superare le atroci sofferenze impararono a seguire il ritmo regolare delle catene che ricordava loro il suono degli strumenti musicali. E tramandarono nel tempo quel ritmo che è poi diventato la base della musica Gnawa, ormai conosciuta in tutto il mondo grazie anche al famoso Festival di Essaouira.

Ed è proprio quella musica che ininterrottamente viene suonata per tre giorni e tre notti durante la Sadaka di Khamlia, una musica che ha una forte legame con le tradizioni e la spiritualità di questo popolo. Si suona e si canta in memoria di tutti coloro che hanno perso la vita come schiavi o che hanno dovuto fuggire dalle loro terre. Si suona e si canta per riunire tutti gli Gnawas che abitano gli angoli più remoti del paese .

Ma si suona e si canta anche per ottenere guarigioni dalle malattie, visto che si ritiene che i musicisti Gnawa possono trasmettere il cosidetto “Baraka” (grazia divina) dato da Allah attraverso la sua musica e, quindi, curare le malattie. Durante la festa è comune vedere le persone cadere in una trance frenetica in cui liberano sentimenti ed emozioni bloccati in una catarsi musicale provocata dai vari tipi di liuto, cembali, tamburi e, soprattutto, nacchere metalliche il cui suono ripetitivo e ferroso riproduce quello delle catene trascinate da quei lontani – ma mai così vicini come in questi tre giorni – antenati.

Marocco, l’onda perfetta

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Il Marocco si è ormai da anni imposto come una delle mete preferite dei surfisti europei che, lungo i suoi 1.835 Km di coste atlantiche, provano l’emozione di poter cavalcare l’onda perfetta.

Sono talmente tanti gli spot e le spiagge su cui spirano i venti atlantici che è infatti possibile surfare a tutti i livelli. Scopriamo insieme i più famosi!

Taghazout

Taghazout è la Mecca del Surf in Marocco. Si trova a a 22 km (14 miglia) a nord di Agadir ed è il luogo perfetto per praticare il surf. A Taghazout, infatti, è possibile trovar una talmente grande varietà di onde diverse che sia i principianti che i migliori surfisti possono confrontarsi con le locali maree e il vento. Devils Rock, La Source, Killer Point o Draculars, sono solo alcuni degli spot che sono diventati famosi in tutto il mondo.

Se oltre all’avventura state cercando un luogo in cui conoscere e avvicinarsi alle tradizioni cultruali marocchine , Tagzhazout vi offre inoltre cibo eccellente, panorami mozzafiato e un’atmosfera calda e accogliente come da tradizione berbera.

Mirleft

Mirleft è una piccola città berbera dove l’Oceano Atlantico incontra le montagne. Posizionata in riva al mare, la città è conosciuta per le sue bellissime e tranquille spiagge. La città si trova su una piccola collina che conserva ancora un antico forte militare costruito dagli spagnoli nel 1935 e dista una quarantina di Km da Agadir. Cinque delle sette spiagge di Mirleft sembrano fatte apposta per questo sport e tanti sono i surfisti che proprio qui cercano il perfect spot, il posto giusto e l’onda perfetta.

Essaouira

Di Essaouira e della sua meravigliosa medina, abbiamo già a lungo parlato qui.

Le sue spiagge sono perfette per tutti i surfisti principianti che vogliono imparare questo sport. Oltre al surf, è anche possibile praticare il kite surf e il windsurf.

Oualidia e Dakhla

Oualidia è molto apprezzata dai surfisti per la conformazione della baia che la rende una piscina a onde naturali. I surfisti più esperti, invece, possono cavalcare le onde perfette a sud della città. Uno dei migliori pont è chiamato Mateisha Plage (nel dialetto marocchino) o Tomato Beach. Al confine con il Sahara, invece, troviamo Dakhla, vera e propria tappa d’obbligo per tutti i surfisti. Stretta in un penisola di soli 14 km tra le onde dell’oceano e una placida laguna, Dakhla offre al visitatore spiagge e point sia per il surf che il kitesurf. Foum Labouir e il Pointe de l’Or  sono solo alcune dei luoghi imperdibili da visitare.

20 anni di Gnaoua festival: dal 29 giugno al 1 luglio a Essaouira

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E’ tutto pronto e, ormai, siamo alla ventesima edizione! Il Festival della Musica Gnaoua di Essaouira alzerà il suo sipario dal 29 giugno al 1 luglio 2017.
E quest’anno, proprio per celebrare un anniversario così importante, si preannuncia ancora più ricco di appuntamenti ed eventi. La cittadina sull’Atlantico che ha ispirato Jimi Hendrix e i Rolling Stones sta per trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto sotto a cui ospitare maestri soul e soprattutto maalems gnaoua, gli artisti discendenti dagli antichi schiavi neri, capaci di indurre la trance con le loro performance.

Per chi non lo conosce, lo Gnaoua Festival è un’occasione unica per ascoltare la tradizionale musicale africana (sub-sahariana) e per sentirla confondersi con elementi e musiche di altre culture dando vita a uno spettacolo unico nel suo genere e a vero e proprio scambio creativo e di dialogo tra le culture. Jazz, pop, rock e soul incontrano qui nuovi ritmi e nuove energie fondendosi e mixandosi in un’esperienza uditiva e sensoriale assolutamente unica.

Anche per quest’anno si prevedono più di 300 mila visitatori e a Essaouira sarà gran festa! La musica e l’arte di ogni genere inonderanno questa antica città portuale patrimonio dell’UNESCO (link a pezzo su Essaouira) e i viaggiatori potranno perdersi tra le sue strade visitando mostre, ascoltando la musica di orchestre improvvisate, partecipando a conferenze e dibattiti.

Tra le star internazionali di questa edizione figurano Hindi Zahra, la voce di ‘Beautiful Tango’, capace di fondere inglese arabo e amazigh in una melodiosa coesistenza, Lucky Peterson, bluesman che spazia dal R&B al gospel al rock, il brasiliano Carlinhos Brown, percussionista che mescola i ritmi tropicali a quelli reggae, Bill Laurance, pianista jazz, compositore e anche arrangiatore dei Morcheeba. L’Africa è rappresentata da Rey Lema, pianista e chitarrista congolese, dagli algerini Gnawa Diffusion, che uniscono jazz e reggae e raï in una palette musicale molto personale, e dal senegalese Ismael Lo, cantautore dal grande seguito, la cui voce ha diffuso con le note suadenti anche i temi caldi della protesta e del razzismo in Senegal.

Per chi volesse avere maggiori informazioni sul programma degli eventi, il sito del festival è costantemente aggiornato e ricco di informazioni http://festival-gnaoua.net/en/

Marocco: il Festival delle Rose

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È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
Antoine de Saint-Exupéry

Il mito greco e romano racconta che Afrodite, innamorata del giovane cacciatore Adone, provando a soccorrerlo durante una battuta di caccia, si ferì con dei rovi e il suo sangue fece sbocciare la prima rosa.

Da allora le rose hanno sempre riscosso successi in tutto il mondo, rappresentando la profondità del mistero della vita, la bellezza, la grazia, la felicità, ma anche la voluttà, la passione e la seduzione.

In Marocco, non troppo lontano da Marrakech, nella valle di Dades, c’ è una piccola oasi chiamata Kelaa-des-Mgouna che è famosa perché Kelaa-des-Mgouna qui si trova la più grande distilleria al mondo di acqua di rose. E perché, sempre qui, ogni anno, si svolge un vero e proprio festival per celebrare la fioritura delle rose che in primavera ricoprono l’intera valle e che vengono raccolte per produrre, oltre appunto alla famosissima acqua di rose, saponi per le mani e per il corpo, oli essenziali, profumi, creme e fiori secchi.

La rosa di Damasco venne introdotta nella Valle del Dades, conosciuta anche come la Valle delle Rose, nel 1938 dai francesi. A quel tempo fu aperta la prima distilleria di acqua di rose di El Kelaa Des Mgouna e poco dopo è iniziata la tradizione del Festival delle Rose che prosegue ancora oggi (siamo ormai alla cinquantacinquesima edizione) e che quest’anno si terrà la seconda settimana di maggio.

Il Festival è una vera e propria sagra religiosa e popolare in cui l’intera città festeggia il raccolto con canti e balli, ma è anche occasione di scambi sociali e commerciali per le tante tribù berbere che proprio qui hanno l’occasione di incontrarsi e celebrare insieme la bellezza della natura.

Cibo delizioso, petali che spargono ovunque un profumo inebriante, sfilate, musiche, canti e balli accolgono il turista in un vortice di emozioni e di allegria.

Se volete partecipare anche voi, il nostro consiglio è di lasciarvi trasportare dall’energia contagiosa di questo festival e, se riuscite, di andare a visitare una delle tante cooperative femminili in cui le donne lavorano incessantemente ordinando le rose, raccogliendo foglie e fiori inadatti alla distillazione e mettendo da parte i germogli da essicare.