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Voglio raccontarvi di…

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Chi ci conosce lo sa, in questo blog raccontiamo storie di luoghi magici e di viaggi indimenticabili in una terra meravigliosa, il Marocco.
Questo mese, però, voglio raccontarvi di Marilisa e di suo marito Luca, di Mattia (il loro “bimbo”) e della bella amicizia che ci lega ormai da due anni.

Marilisa, Luca e Mattia durante il trekking con il dromedario nel deserto.

Sì, perché Marilisa e la sua famiglia hanno viaggiato con noi in Marocco per ben 4 volte.

Lo raccontano qui e qui  e qui  e ancora qui all’interno del loro blog “Appunti tratti da un taccuino di viaggio

Foto: LueLi

Quattro viaggi e quattro avventure che li hanno visti percorrere e scoprire quasi tutto il Marocco. Al loro fianco, l’inseparabile Said, il nostro fantastico (e ormai immancabile) accompagnatore berbero.

​Didascalia: Mattia e Said

Sul loro blog Marilisa e Luca così si presentano:
La nostra meta preferita è l’Africa… il continente nero è la nostra passione… ma amiamo viaggiare in tutto il mondo. Perché scrivere articoli di viaggio!? perché scrivere, come fotografare, è vivere e vivere di nuovo il viaggio, una volta tornati a casa… e scrivere è far vivere anche ad altri le proprie emozioni vissute”.

Grazie ancora Marilisa, grazie ancora Luca per la fiducia e l’amicizia che ci avete donato!

Buona lettura!

P.S. Marilisa e Luca son appassionati di fotografia, e scegliere le foto per questo articolo è stato davvero difficile perché sono tutte meravigliose! Trovate tutti i loro splendidi scatti del Marocco qui , qui  e qui .

 

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La Sadaka, il festival Gnawa di Khamlia

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Si è appena conclusa lo scorso 5 agosto la “Sadaka“, una festa oramai conosciuta in tutto il mondo come il Festival di Khamlia, villaggio a pochi kilometri da Merzouga.

Sadaka” è una parola che significa offerta o carità e non è casuale che questo festival venga denominato così. Anche perché è molto più di un festival. Allo stesso modo Khamlia è molto più di un piccolo villaggio ai piedi dell’Erg Chebbi: la sua storia è infatti del tutto particolare.

Conosciuta anche come “città nera” o “villaggio africano”, Khamlia ospita la popolazione “Bambara” (chiamata anche Gnawa), costituita da discendenti di schiavi neri che in passato furono deportati in Marocco dall’Africa Centrale attraverso il deserto del Sahara.

Costretti ad attraversare il deserto con piedi e mani incatenate, gli Gnawa per superare le atroci sofferenze impararono a seguire il ritmo regolare delle catene che ricordava loro il suono degli strumenti musicali. E tramandarono nel tempo quel ritmo che è poi diventato la base della musica Gnawa, ormai conosciuta in tutto il mondo grazie anche al famoso Festival di Essaouira.

Ed è proprio quella musica che ininterrottamente viene suonata per tre giorni e tre notti durante la Sadaka di Khamlia, una musica che ha una forte legame con le tradizioni e la spiritualità di questo popolo. Si suona e si canta in memoria di tutti coloro che hanno perso la vita come schiavi o che hanno dovuto fuggire dalle loro terre. Si suona e si canta per riunire tutti gli Gnawas che abitano gli angoli più remoti del paese .

Ma si suona e si canta anche per ottenere guarigioni dalle malattie, visto che si ritiene che i musicisti Gnawa possono trasmettere il cosidetto “Baraka” (grazia divina) dato da Allah attraverso la sua musica e, quindi, curare le malattie. Durante la festa è comune vedere le persone cadere in una trance frenetica in cui liberano sentimenti ed emozioni bloccati in una catarsi musicale provocata dai vari tipi di liuto, cembali, tamburi e, soprattutto, nacchere metalliche il cui suono ripetitivo e ferroso riproduce quello delle catene trascinate da quei lontani – ma mai così vicini come in questi tre giorni – antenati.

Marocco, l’onda perfetta

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Il Marocco si è ormai da anni imposto come una delle mete preferite dei surfisti europei che, lungo i suoi 1.835 Km di coste atlantiche, provano l’emozione di poter cavalcare l’onda perfetta.

Sono talmente tanti gli spot e le spiagge su cui spirano i venti atlantici che è infatti possibile surfare a tutti i livelli. Scopriamo insieme i più famosi!

Taghazout

Taghazout è la Mecca del Surf in Marocco. Si trova a a 22 km (14 miglia) a nord di Agadir ed è il luogo perfetto per praticare il surf. A Taghazout, infatti, è possibile trovar una talmente grande varietà di onde diverse che sia i principianti che i migliori surfisti possono confrontarsi con le locali maree e il vento. Devils Rock, La Source, Killer Point o Draculars, sono solo alcuni degli spot che sono diventati famosi in tutto il mondo.

Se oltre all’avventura state cercando un luogo in cui conoscere e avvicinarsi alle tradizioni cultruali marocchine , Tagzhazout vi offre inoltre cibo eccellente, panorami mozzafiato e un’atmosfera calda e accogliente come da tradizione berbera.

Mirleft

Mirleft è una piccola città berbera dove l’Oceano Atlantico incontra le montagne. Posizionata in riva al mare, la città è conosciuta per le sue bellissime e tranquille spiagge. La città si trova su una piccola collina che conserva ancora un antico forte militare costruito dagli spagnoli nel 1935 e dista una quarantina di Km da Agadir. Cinque delle sette spiagge di Mirleft sembrano fatte apposta per questo sport e tanti sono i surfisti che proprio qui cercano il perfect spot, il posto giusto e l’onda perfetta.

Essaouira

Di Essaouira e della sua meravigliosa medina, abbiamo già a lungo parlato qui.

Le sue spiagge sono perfette per tutti i surfisti principianti che vogliono imparare questo sport. Oltre al surf, è anche possibile praticare il kite surf e il windsurf.

Oualidia e Dakhla

Oualidia è molto apprezzata dai surfisti per la conformazione della baia che la rende una piscina a onde naturali. I surfisti più esperti, invece, possono cavalcare le onde perfette a sud della città. Uno dei migliori pont è chiamato Mateisha Plage (nel dialetto marocchino) o Tomato Beach. Al confine con il Sahara, invece, troviamo Dakhla, vera e propria tappa d’obbligo per tutti i surfisti. Stretta in un penisola di soli 14 km tra le onde dell’oceano e una placida laguna, Dakhla offre al visitatore spiagge e point sia per il surf che il kitesurf. Foum Labouir e il Pointe de l’Or  sono solo alcune dei luoghi imperdibili da visitare.

20 anni di Gnaoua festival: dal 29 giugno al 1 luglio a Essaouira

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E’ tutto pronto e, ormai, siamo alla ventesima edizione! Il Festival della Musica Gnaoua di Essaouira alzerà il suo sipario dal 29 giugno al 1 luglio 2017.
E quest’anno, proprio per celebrare un anniversario così importante, si preannuncia ancora più ricco di appuntamenti ed eventi. La cittadina sull’Atlantico che ha ispirato Jimi Hendrix e i Rolling Stones sta per trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto sotto a cui ospitare maestri soul e soprattutto maalems gnaoua, gli artisti discendenti dagli antichi schiavi neri, capaci di indurre la trance con le loro performance.

Per chi non lo conosce, lo Gnaoua Festival è un’occasione unica per ascoltare la tradizionale musicale africana (sub-sahariana) e per sentirla confondersi con elementi e musiche di altre culture dando vita a uno spettacolo unico nel suo genere e a vero e proprio scambio creativo e di dialogo tra le culture. Jazz, pop, rock e soul incontrano qui nuovi ritmi e nuove energie fondendosi e mixandosi in un’esperienza uditiva e sensoriale assolutamente unica.

Anche per quest’anno si prevedono più di 300 mila visitatori e a Essaouira sarà gran festa! La musica e l’arte di ogni genere inonderanno questa antica città portuale patrimonio dell’UNESCO (link a pezzo su Essaouira) e i viaggiatori potranno perdersi tra le sue strade visitando mostre, ascoltando la musica di orchestre improvvisate, partecipando a conferenze e dibattiti.

Tra le star internazionali di questa edizione figurano Hindi Zahra, la voce di ‘Beautiful Tango’, capace di fondere inglese arabo e amazigh in una melodiosa coesistenza, Lucky Peterson, bluesman che spazia dal R&B al gospel al rock, il brasiliano Carlinhos Brown, percussionista che mescola i ritmi tropicali a quelli reggae, Bill Laurance, pianista jazz, compositore e anche arrangiatore dei Morcheeba. L’Africa è rappresentata da Rey Lema, pianista e chitarrista congolese, dagli algerini Gnawa Diffusion, che uniscono jazz e reggae e raï in una palette musicale molto personale, e dal senegalese Ismael Lo, cantautore dal grande seguito, la cui voce ha diffuso con le note suadenti anche i temi caldi della protesta e del razzismo in Senegal.

Per chi volesse avere maggiori informazioni sul programma degli eventi, il sito del festival è costantemente aggiornato e ricco di informazioni http://festival-gnaoua.net/en/

Marocco: il Festival delle Rose

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È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
Antoine de Saint-Exupéry

Il mito greco e romano racconta che Afrodite, innamorata del giovane cacciatore Adone, provando a soccorrerlo durante una battuta di caccia, si ferì con dei rovi e il suo sangue fece sbocciare la prima rosa.

Da allora le rose hanno sempre riscosso successi in tutto il mondo, rappresentando la profondità del mistero della vita, la bellezza, la grazia, la felicità, ma anche la voluttà, la passione e la seduzione.

In Marocco, non troppo lontano da Marrakech, nella valle di Dades, c’ è una piccola oasi chiamata Kelaa-des-Mgouna che è famosa perché Kelaa-des-Mgouna qui si trova la più grande distilleria al mondo di acqua di rose. E perché, sempre qui, ogni anno, si svolge un vero e proprio festival per celebrare la fioritura delle rose che in primavera ricoprono l’intera valle e che vengono raccolte per produrre, oltre appunto alla famosissima acqua di rose, saponi per le mani e per il corpo, oli essenziali, profumi, creme e fiori secchi.

La rosa di Damasco venne introdotta nella Valle del Dades, conosciuta anche come la Valle delle Rose, nel 1938 dai francesi. A quel tempo fu aperta la prima distilleria di acqua di rose di El Kelaa Des Mgouna e poco dopo è iniziata la tradizione del Festival delle Rose che prosegue ancora oggi (siamo ormai alla cinquantacinquesima edizione) e che quest’anno si terrà la seconda settimana di maggio.

Il Festival è una vera e propria sagra religiosa e popolare in cui l’intera città festeggia il raccolto con canti e balli, ma è anche occasione di scambi sociali e commerciali per le tante tribù berbere che proprio qui hanno l’occasione di incontrarsi e celebrare insieme la bellezza della natura.

Cibo delizioso, petali che spargono ovunque un profumo inebriante, sfilate, musiche, canti e balli accolgono il turista in un vortice di emozioni e di allegria.

Se volete partecipare anche voi, il nostro consiglio è di lasciarvi trasportare dall’energia contagiosa di questo festival e, se riuscite, di andare a visitare una delle tante cooperative femminili in cui le donne lavorano incessantemente ordinando le rose, raccogliendo foglie e fiori inadatti alla distillazione e mettendo da parte i germogli da essicare.

Le tre Medine più belle del Marocco

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Puoi perderti. Fermarti per assaporare un té alla menta. E perderti ancora.

Veri e propri labirinti di strade racchiuse da mura e torri di guardia, le medine marocchine evocano nei viaggiatori antichi splendori. Attraversarle è come calarsi in un viaggio nel tempo tra profumi di spezie, bevitori di tè, souq (mercati), scuole coraniche e riad trasformati in alberghi.

Abbiamo scelto le più belle per voi. Buon viaggio!

MEDINA DI MARRAKECH

700 ettari di souk e vicoli zeppi di storia e monumenti, i percorsi turistici della Medina di Marrakech sono stati ristrutturati e dopo la Conferenza Onu sul clima ospitata a novembre (vuoi saperne di più, clicca qui), il quartiere antico pulsa di vita nuova.

Cuore di tutta la Medina è piazza Jemaa el Fna. Tatuatori di hennè, cantastorie, bancarelle, danzatori di Gnawa, questa piazza è un vero e proprio teatro a cielo aperto e, come il deserto, non si può far altro che viverla.

piazza Jemaa el Fna

Piazza Jemaa el Fna

La piazza è anche il punto di partenza per tutti i viaggiatori che vogliono conoscere la medina di Marrakesh e che possono decidere se perdersi tra i suoi souk che ospitano più di 40 mila artigiani o visitarne i meravigliosi monumenti.
Souk Marrakech

Souk Marrakech

Imperdibili, la Madrasa di Ben Youssuf, con i suoi meravigliosi stucchi, le colorate piastrelle zellij e i soffitti in legno di cedro, il Bahia Palace con i suoi giardini, le 150 stanze decorate con marmo, faggio, cedro e stucco di zellige, le scuderie, le moschee e l’ ḥammam e la Moschea Koutoubia con il suo magnifico minareto alto 77 metri, simbolo della città.

MEDINA DI FES
Fes è la città islamica medievale tuttora abitata più grande al mondo. La sua medina è un’affascinante labirinto in cui asini e muli non sono stati ancora scalzati dalle automobili e si muovono indisturbati andando e venendo dalle concerie dei quartieri di cuoio.

Conciatori a Fes

La Medina di Fez è la sede della più antica università del mondo e, dopo aver attraversato la porta Bab Boujloud, vi ritroverete in un vero e proprio museo a cielo aperto tra scuole islamiche, come la Medrasa Bou Inania (uno dei pochi edifici religiosi islamici aperto ai non musulmani), souq, palazzi, residenze, piazze con fontane e moschee tra cui l’imponente Moschea di Karouine a 16 navate.

 

MEDINA DI ESSAOUIRA

Se il colore prevalente delle Medina di Marrakech è il rosso, a Essaouira potrete visitare una Medina cinta da mura prevalentemente bianche. Meno caotica delle altre due, la Medina di Essaouira si dipana intorno a due strade principali che offrono al viaggiatore più possibilità di orientarsi facilmente.
Essaouira

Essaouira

Patrimonio dell’Unesco, la medina di Essaouira racconta ancora oggi di un passato in cui ebrei, cristiani, arabi musulmani, berberi e africani convivevano insieme in armonia. Assolutamente da non perdere, la visita alla Scala della Kasbah, muraglia difensiva dove ancora oggi sono puntati i cannoni spagnoli verso lil mare e l’orizzonte. La vista del mare e della sua immensa distesa d’acqua da un lato e dei tetti della città vecchia dall’altro, vi lascerà stupefatti.

Essaouira, la perla del Sud

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Essaouira è l’attrazione principale della costa sud-occidentale del Marocco. Le sue meravigliose spiagge sabbiose e i forti venti l’hanno resa famosa in tutto il mondo per chi ama praticare il windsurf e il kite-surf.

Così come la sua Medina, diventata patrimonio mondiale dell’Unesco, il suo porto con i gabbiani che approfittano delle correnti aeree degli alisei e il suo souk – interamente pedonale – dove il viaggiatore si può perdere tra botteghe e laboratori artigianali.

Che cosa fare a Essaouira

IL PORTO
Un vero e proprio spettacolo permanente. Il viaggiatore che vuole conoscere Essaouira non può che cominciare dal suo porto dove i pescatori lavorano sui loro pescherecci colorati e ricchi di pesce, fabbricano nuove barche e vendono il pescato.

LA CUCINA
Se siete amanti del pesce, Essaouira è il luogo perfetto per voi! Lo troverete cucinato in diversi modi: alla griglia, in salsa, in zuppa, accompagnato da verdure, al cartoccio o addirittura crudo. A Essaouira è comunque possibile gustare i migliori piatti della tradizionale gastronomia marocchina oppure, essendo una città turistica, apprezzare piatti di cucina internazionale.

LA CITTA’
Le mura di Essaouira delimitano la piccola ma meravigliosa Medina composta da labirinti di strade colorate, con le case bianche e le persiane blu, le botteghe degli artigiani, dei fabbri, dei tessitori, dei gioiellieri e dei falegnami. La qasba, cioè la cittadella fortificata che difendeva il porto,
è una piattaforma protetta da mura merlate su cui si trovano dei cannoni spagnoli dei secoli XVII e XVIII rivolti verso l’oceano: nelle casematte a
pianterreno si trovano inoltre i laboratori degli intarsiatori su legno d’ebano e di cedro.

LA SPIAGGIA
Tagharte è la spiaggia che si trova a sud di Essaouira. Oltre al windsurf e al kite-surf, si possono fare molte attività come le escursioni a dorso
di cammello o le uscite a cavallo o in quad. Da non perdere assolutamente, il meraviglioso tramonto che questa spiaggia dona ogni giorno ai viaggiatori.

LA CULTURA
Per conoscere meglio Essaouira e la sua storia, è possibile fare una tappa al Sidi Mohammad Ben Abdellah Museo, il museo che prende il nome dal fondatore della città, ed è ospitato in un palazzo del 19 ° secolo. Il museo ospita davvero molti reperti storici, dalle antiche ceramiche ai gioielli.
Grande spazio viene dato alla cultura berbera, con informazioni su riti e tradizioni di questo popolo.

Dal 29 giugno al 1 luglio, si tiene inoltre la ventesima edizione del Gnaua Festival, un festival musicale conosciuto ormai in tutto il mondo che ogni anno raggruppa amanti della musica jazz, pop, rock e della world music. Un appuntamento imperdibile, con tanti spettacoli gratuiti. Due giorni di totale divertimento.