Marocco: il Festival delle Rose

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È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
Antoine de Saint-Exupéry

Il mito greco e romano racconta che Afrodite, innamorata del giovane cacciatore Adone, provando a soccorrerlo durante una battuta di caccia, si ferì con dei rovi e il suo sangue fece sbocciare la prima rosa.

Da allora le rose hanno sempre riscosso successi in tutto il mondo, rappresentando la profondità del mistero della vita, la bellezza, la grazia, la felicità, ma anche la voluttà, la passione e la seduzione.

In Marocco, non troppo lontano da Marrakech, nella valle di Dades, c’ è una piccola oasi chiamata Kelaa-des-Mgouna che è famosa perché Kelaa-des-Mgouna qui si trova la più grande distilleria al mondo di acqua di rose. E perché, sempre qui, ogni anno, si svolge un vero e proprio festival per celebrare la fioritura delle rose che in primavera ricoprono l’intera valle e che vengono raccolte per produrre, oltre appunto alla famosissima acqua di rose, saponi per le mani e per il corpo, oli essenziali, profumi, creme e fiori secchi.

La rosa di Damasco venne introdotta nella Valle del Dades, conosciuta anche come la Valle delle Rose, nel 1938 dai francesi. A quel tempo fu aperta la prima distilleria di acqua di rose di El Kelaa Des Mgouna e poco dopo è iniziata la tradizione del Festival delle Rose che prosegue ancora oggi (siamo ormai alla cinquantacinquesima edizione) e che quest’anno si terrà la seconda settimana di maggio.

Il Festival è una vera e propria sagra religiosa e popolare in cui l’intera città festeggia il raccolto con canti e balli, ma è anche occasione di scambi sociali e commerciali per le tante tribù berbere che proprio qui hanno l’occasione di incontrarsi e celebrare insieme la bellezza della natura.

Cibo delizioso, petali che spargono ovunque un profumo inebriante, sfilate, musiche, canti e balli accolgono il turista in un vortice di emozioni e di allegria.

Se volete partecipare anche voi, il nostro consiglio è di lasciarvi trasportare dall’energia contagiosa di questo festival e, se riuscite, di andare a visitare una delle tante cooperative femminili in cui le donne lavorano incessantemente ordinando le rose, raccogliendo foglie e fiori inadatti alla distillazione e mettendo da parte i germogli da essicare.

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