Archivio mensile:febbraio 2012

Marocco fai da te o tour organizzato?

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Marrakech

Sicuramente il Marocco è uno di quei paesi che è possibile visitare tranquillamente con un viaggio fai da te.

È sufficiente acquistare un volo (ormai ci sono anche compagnie low cost che volano in Marocco dall’Italia, come Ryan Air o Easy Jet) e in meno di 4 ore sarete in Marocco. Potete poi noleggiare un auto per poco più di 30 Euro al giorno (un’utilitaria) e, seguendo una cartina stradale potete visitare tranquillamente questo paese.

In alternativa, se volete venire con la vostra auto ci sono comodi traghetti dalla Spagna e poi potete girare senza problemi.

Le strade al nord sono comode e praticabili, ci sono addirittura le autostrade. Al sud invece non ci sono autostrade ma le strade sono tutte praticabili, a parte se volete fare fuori strada o a volte in inverno sull’Atlante, quando c’è tanta neve.

Per i percorsi da seguire potete affidarvi a qualsiasi guida turistica tipo Lonely Planet o simili e potete anche prenotare già gli hotel o i riad dove soggiornare prima di partire da Internet.

Durante il viaggio, per qualsiasi contrattempo, vi renderete conto di quanto siano ospitali e gentili i marocchini, sempre pronti ad aiutarvi.

Ospitalità in Marocco

Potete anche decidere di muovervi con autobus e treni. I treni ci sono solo al nord, al sud sono sostituiti comunque da un ottimo servizio di autobus che collega tutte le città e i villaggi principali.

Sono molto comodi, puliti e puntuali, altro che in Italia!!!

Per visitare le grandi città, soprattutto Marrakech e Fes, vi consiglio di trovarvi una guida turistica. È infatti molto facile perdersi dentro la medina, soprattutto a Fes (la medina è grande 12 km!!!). Io sono riuscita a perdermi anche con la guida!!!

Ce ne sono tante ed è facile riconoscere quelle ufficiali perché indossano un cartellino con il loro nome e l’indicazione di guide turistiche ufficiali. Non consiglio di prendere una guida non ufficiale. Capita spesso infatti di incontrare persone che si offrono di farlo a prezzi inferiori rispetto a quelle ufficiali, ma rischiate poi solo di trascorrere la vostra giornata in tutti i negozi dei loro amici dove cercheranno di vendervi qualsiasi cosa e non vedrete veramente le attrattive della città.

Anche dal punto di vista della sicurezza il Marocco è molto tranquillo e sicuro per i turisti. Hanno addirittura istituito la polizia turistica che si occupa di tutelare i turisti in viaggio. Io in genere mi sento più tranquilla in Marocco che in Italia.

Difficile essere importunati o addirittura derubati. In genere i turisti al massimo vengono continuamente invitati ad acquistare qualcosa. Questo è il peggio che può succedervi qui in Marocco e questo è il motivo per cui è stata istituita la polizia turistica.

Se, tuttavia, volete aggiungere un tocco in più a questo viaggio, il mio consiglio è farvi accompagnare da una guida locale e, farvelo quindi organizzare da un tour operator marocchino. In questo modo girerete il paese accompagnati da una persona del posto, che ne conosce tutti i segreti e la storia e saprà veramente farvi entrare in contatto con la cultura locale, cosa che viaggiando da soli non è sempre facile, in quanto il turista è sempre considerato come tale.

In compagnia di una persona del posto potrete anche visitare luoghi, spesso altrimenti inaccessibili ai turisti, per esempio andare a mangiare a casa di una famiglia, andare a visitare dei nomadi, partecipare ad una cerimonia di nozze o alla festa per la nascita di un bambino, insomma fare esperienze particolari, tipiche di questo paese, che per un turista che viaggia per conto proprio non sarebbero altrimenti accessibili.

Se quindi mi chiedono se è meglio fare un viaggio fai da te in Marocco o organizzato da un tour operator locale, non esito a consigliare la seconda opzione.

In questo modo vi accorgerete di quanto sia ricca, bella e varia la cultura marocchina, soprattutto, quella berbera!

Buon viaggio in Marocco!

Turista con accompagnatore berbero

I nomadi del Marocco: un popolo in via di estinzione

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Nomade in tenda in Marocco

 

Fino ad una decina di anni fa il sud del Marocco e le montagne dell’Atlante erano popolati da numerosi nomadi.

Tante persone, soprattutto berberi, vivevano come nomadi, cioè erano prevalentemente famiglie di pastori che allevavano capre e dromedari e si spostavano con le loro tende alla ricerca di zone in cui trovare pascoli per gli animali.

A causa della siccità e dell’aumento della desertificazione nell’ultimo ventennio, tuttavia, il cibo per allevare questi animali è diventato sempre più scarso. Ciò ha quindi obbligato tantissime famiglie nomadi a rinunciare a questo stile di vita e a diventare sedentarie per poter intraprendere altri lavori più redditizi e non patire la fame.

Pensate che trauma deve essere stato per tutte queste persone, abituate da innumerevoli generazioni a questo stile di vita, dover cambiare improvvisamente e doversi adattare ad una vita sempre uguale, in villaggi e città, non più a contatto con la natura.

Sì, perché il bello della vita nomade, ma anche il difficile, è che si vive a stretto contatto con la natura.

I nomadi in Marocco vivono in tende fatte di lana di dromedario e capra, quindi piuttosto esposti agli agenti atmosferici. Ciò significa che quando fa freddo, patiscono il freddo, quando fa caldo, patiscono il caldo e vivono prevalentemente fuori, in mezzo alla natura.

Le tende in cui abitano sono molto grandi e suddivise in due parti, una per le donne e l’altra per gli uomini. La zona centrale è preposta alla cucina e al fuoco e lateralmente c’è spazio per conservare cibo e materiale vario.

Nomadi berberi con tenda

Normalmente le famiglie nomadi non vivono sole, ma si sistemano vicino ad altre tende, con altre famiglie e vivono in clan. Si sposano tra di loro, per mantenere vive le proprie tradizioni e decidono con che famiglie fermarsi.

Possono rimanere nello stesso posto anche per diversi mesi, o anni, a seconda della disponibilità dei pascoli. Una volta terminato il cibo a disposizione per gli animali, la famiglia si sposta, compiendo talvolta anche tragitti molto lunghi nel deserto e trasportando le proprie cose con carretti trainati da asini.

La maggior parte delle volte le tende vengono montate nel deserto pietroso, non in quello sabbioso, dove è più difficile vivere a causa della sabbia.

La giornata tipica di una famiglia nomade è scandita dagli orari della natura.

Gli uomini si svegliano all’alba e accompagnano i dromedari al pascolo per tutto il giorno. Possono arrivare a percorrere anche diverse decine di chilometri al giorno.

Le donne partono all’alba con l’asino e i bimbi più piccoli al seguito per andare a prendere l’acqua nel pozzo più vicino e la legna per fare il fuoco. Ritornano poi alla tenda, cucinano e si occupano dei bambini.

I ragazzini, a partire dai 6/7 anni, portano al pascolo le capre, non allontanandosi tuttavia molto dalle tende. Anche loro stanno via tutto il giorno e rientrano come gli uomini alla sera, per mangiare e andare a dormire.

Non è quindi una vita facile quella dei nomadi, ma ricca di tante belle tradizioni che si stanno perdendo con la scomparsa di questo stile di vita.

Per esempio la capacità di sopravvivere in modo ancora così naturale, ormai quasi completamente scomparsa nel mondo occidentale, così come la vita in clan famigliari. Ognuno ha il suo compito e tutti contribuiscono al sostentamento e alla vita di tutta la famiglia.

I bambini non vanno a scuola, ma stanno molto a contatto con la mamma e il resto della famiglia. In genere, vengono portati sulla schiena dalla mamma per quasi tutto il giorno, stanno quindi a stretto contatto con lei e ne ricevono tutto il calore necessario per crescere sicuri e protetti.

Spesso poi i clan famigliari organizzano feste dove tutti sono i benvenuti, in cui si mangia, si suona e si canta tutti insieme.

I nomadi quindi non hanno molte comodità a livello di abitazione e vita, ma sicuramente a livello di rapporti sociali hanno ancora la capacità di crearne di molto stretti, capacità che noi ormai abbiamo quasi completamente perso, a favore di un individualismo che ci fa sentire sempre più soli.

I nomadi poi conducono questa vita per scelta, non perché sono troppo poveri per permettersi una casa. Si tratta di un vero e proprio stile di vita che viene tramandato di generazione in generazione ed è un vero peccato, a parer mio, che si perda questo incredibile bagaglio di tradizioni solo perché, in altre parti del mondo, a causa dell’eccessivo inquinamento, si stanno causando cambiamenti climatici e siccità.

Bimbo nomade con capretta

Il mio consiglio è, se ne avete la possibilità, di visitare il Marocco e soprattutto di fare l’esperienza di andare a trovare una famiglia nomade. Sarete trattati come ospiti speciali e potrete ancora vedere come vivono queste persone, in maniera molto semplice ma anche molto dignitosa.

Vi consiglio di farlo al più presto, prima che i nomadi e le loro belle tradizioni scompaiano per sempre dal Marocco.

 

Marocco: Usi e Costumi

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Donne berbere

Volete visitare il Marocco e fare bella figura con la gente del posto che vi capiterà di incontrare durante il viaggio? Ecco alcune semplici indicazioni sugli usi e costumi del Marocco.

Il consiglio più importante, ma purtroppo anche quello meno seguito dai turisti, è ricordare sempre che il Marocco è un paese musulmano.

Di conseguenza, se volete essere rispettosi nei confronti della gente, è bene cercare di vestirsi il più possibile in maniera decorosa e non troppo succinta. Questo vale sia per le donne che per gli uomini. Anche nella stagione calda, non è consigliabile svestirsi troppo, anzi, per combattere il caldo, esattamente come fanno i marocchini, è meglio essere vestiti, ovviamente con tessuti leggeri e traspiranti, per mantenere una barriera contro l’eccessivo calore.

Il mio consiglio è quindi evitare vestiti troppo corti, come canottiere, pantaloncini, minigonne, top ecc. Meglio camice e pantaloni larghi e ariosi, in cotone o lino.

Un gesto molto diffuso tra i marocchini è salutarsi dandosi sempre la mano, sia che si tratti di uomini o di donne. Le formule di saluto sono in genere molto lunghe e non così semplici da ricordare. Cercate almeno di imparare il saluto più usato che è salam alekum, a cui si risponde con alekum salam. Sarà sicuramente molto apprezzato.

Se viaggiate in coppia consiglio di evitare eccessive smancerie in pubblico. In Marocco in genere uomini e donne non si tengono neanche per mano. Capita infatti di vedere solo uomini passeggiare mano nella mano. Non si tratta di gay ma solo di amici.

Una parte importante nella vita sociale del Marocco riguarda l’ospitalità. L’ospite è sempre una persona a cui viene dedicato il massimo riguardo, chiunque esso sia.

Gli viene quindi sempre offerto qualcosa da bere o da mangiare. Spesso una famiglia si toglie addirittura il cibo da bocca pur di offrirlo al proprio ospite.

Capita spesso di essere invitati a casa di qualcuno o a mangiare ed è buona educazione accettare. È pur sempre un’ottima occasione per entrare a contatto con la cultura locale.

Se entrate a casa di un marocchino, berbero o arabo che sia, noterete che le donne stanno con le donne e gli uomini con gli uomini, in posti separati.

È quindi probabile che anche voi verrete diretti nella stanza della casa dove incontrerete altre persone del vostro stesso sesso.

In genere, a casa ci si siede per terra o su cuscini sui tappeti. Prima di salire sul tappeto abbiate sempre l’accortezza di togliervi le scarpe, come fanno loro, per non rovinare il tappeto. Anche questa è un’usanza del Marocco.

Per quanto riguarda il cibo, i berberi mangiano direttamente con le mani, con l’ausilio del pane, non usano le posate, ed è un bel gesto provare a fare altrettanto se mangiate in loro compagnia.

Ricordate sempre di usare la mano destra per mangiare, che è quella preposta ai gesti puri, come vuole la religione musulmana, e non quella sinistra che è invece preposta a tutte le attività cosiddette impure.

Non è poi molto educato soffiarsi o pulirsi il naso durante i pasti in presenza di altre persone, così come soffiare sul cibo anche se è caldo per raffreddarlo.

Spesso per strada verrete fermati da persone che vogliono vendervi qualcosa, basterà rispondere con un gentile “no, merci” e vi lasceranno stare.

Anche i bambini molto sovente si avvicinano per chiedere soldi o caramelle (bonbon come le chiamano loro). Non date mai loro soldi, gli insegnereste solo a chiedere sempre la carità. Magari portatevi dietro delle biro o delle matite colorate. Sicuramente sono più utili e non fanno alcun danno.

Ovviamente i marocchini sono ormai abituati ai turisti e alle loro diverse abitudini, ma se metterete in pratica queste semplici indicazioni dimostrerete di essere dei viaggiatori rispettosi della cultura locale.

E questo è indubbiamente il miglior modo per viaggiare in tutto il mondo e conoscere nuove culture!